Continuità terapeutica per i bambini: perché il rinnovo delle terapie è un diritto e non può essere interrotto

Continuità terapeutica per i bambini autistici: perché il rinnovo delle terapie è un diritto e non può essere interrotto

Continuità terapeutica per i bambini autistici: perché il rinnovo delle terapie è un diritto e non può essere interrotto

Diritti, salute e responsabilità istituzionale nella presa in carico dei bambini nello spettro autistico.

Bambino seduto a un tavolo con blocchi colorati, sguardo abbassato, in un ambiente terapeutico con terapeuta sullo sfondo sfocato.
La sospensione delle terapie lascia i bambini e le famiglie in una condizione di attesa e incertezza.

La continuità terapeutica per i bambini con disturbo dello spettro autistico non è un dettaglio burocratico, ma un elemento essenziale del loro percorso di cura. In diverse realtà territoriali, come nel caso della ASL 1 di via Walt Disney a Ponticelli, molte famiglie si trovano da mesi senza un referente sanitario per il rinnovo delle terapie, dopo la scomparsa di una figura di riferimento. Un vuoto che rischia di trasformarsi in un danno concreto per decine di bambini.

Routine, stabilità e continuità: i pilastri della cura nell’autismo

Per i bambini nello spettro autistico, la routine rappresenta un elemento di sicurezza e prevedibilità. Le terapie – logopedia, psicomotricità, neuropsicomotricità, ABA, interventi educativi strutturati – non sono attività accessorie, ma strumenti fondamentali per sviluppare competenze comunicative, migliorare la regolazione emotiva, potenziare le abilità sociali, ridurre comportamenti disfunzionali e favorire l’autonomia.

Gli specialisti concordano: interrompere bruscamente un percorso terapeutico può causare regressioni, perdita di abilità acquisite, aumento dell’ansia e difficoltà comportamentali. Anche una pausa di poche settimane può avere effetti significativi, soprattutto nei bambini più piccoli e nei percorsi appena avviati.

Il caso di Ponticelli: famiglie in attesa e bambini senza terapie

Dopo la morte della dottoressa di riferimento, la ASL non ha ancora nominato un sostituto stabile. Le prime comunicazioni parlavano di riorganizzazioni interne, ma a distanza di mesi molte famiglie riferiscono di non aver ricevuto il rinnovo terapeutico e di non avere un interlocutore chiaro per aggiornamenti clinici e certificazioni.

Il risultato è un limbo amministrativo che si traduce in un danno reale per i minori: percorsi interrotti, terapie mai iniziate nonostante fossero programmate, monitoraggi sospesi. Per bambini che basano la propria sicurezza sulla prevedibilità, questa incertezza è particolarmente destabilizzante.

Cosa dice la legge: i riferimenti normativi che tutelano i bambini

La normativa italiana ed europea è chiara: i minori con disabilità hanno diritto a cure tempestive, continuative e appropriate. La sospensione delle terapie per motivi organizzativi o di carenza di personale non è una semplice criticità gestionale, ma può configurarsi come violazione di diritti fondamentali.

Costituzione Italiana

L’articolo 32 tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. L’articolo 3 impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedendo il pieno sviluppo della persona umana. L’articolo 38 riconosce il diritto all’assistenza per i minori con disabilità.

Legge 104/1992

La legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate stabilisce che le persone con disabilità hanno diritto a interventi di cura, riabilitazione e integrazione sociale senza interruzioni e secondo criteri di tempestività e appropriatezza. La presa in carico deve essere globale e continuativa.

Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)

Il DPCM 12 gennaio 2017 definisce i Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi rientrano gli interventi riabilitativi per i disturbi del neurosviluppo, la presa in carico multidisciplinare e la continuità terapeutica. Essendo “essenziali”, tali prestazioni non possono essere sospese per mancanza di personale o ritardi organizzativi.

Linee guida su autismo e disturbi del neurosviluppo

Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute raccomandano interventi intensivi, strutturati e continuativi, con monitoraggio costante e stabilità dei setting terapeutici. L’interruzione non programmata dei percorsi è considerata clinicamente rischiosa e in contrasto con le buone pratiche.

Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità

Ratificata dall’Italia nel 2009, la Convenzione ONU stabilisce all’articolo 25 il diritto alla salute senza discriminazioni e all’articolo 26 l’obbligo per gli Stati di garantire servizi di riabilitazione continuativi, appropriati e basati su una valutazione multidisciplinare dei bisogni della persona.

Quando la burocrazia diventa un ostacolo ai diritti

La mancata nomina di un sostituto non è un semplice disservizio: è una frattura nella catena di tutela che dovrebbe proteggere i minori più fragili. Le famiglie non dovrebbero essere costrette a sollecitare continuamente gli uffici, vivere nell’incertezza, temere regressioni nei propri figli o cercare soluzioni private economicamente insostenibili.

Il sistema sanitario ha il dovere di garantire un percorso stabile, soprattutto per i bambini nello spettro autistico, per i quali la continuità non è un lusso ma una condizione minima di cura.

Perché serve un intervento immediato

Ritardare ancora significa compromettere mesi di lavoro terapeutico, aumentare il carico emotivo e organizzativo delle famiglie, creare disuguaglianze tra chi può permettersi terapie private e chi no, e violare norme nazionali e internazionali che tutelano il diritto alla salute e alla riabilitazione.

La nomina di un sostituto non è solo un atto amministrativo: è un atto di responsabilità verso bambini che non possono permettersi pause forzate. Garantire il rinnovo delle terapie significa riconoscere concretamente il loro diritto a crescere, imparare e sviluppare il proprio potenziale.

La voce delle famiglie come strumento di tutela

In assenza di risposte rapide e trasparenti, la voce delle famiglie diventa uno strumento fondamentale di tutela. Raccontare ciò che sta accadendo, dare visibilità al problema, coinvolgere associazioni, scuole e comitati significa rompere il silenzio che spesso circonda questi disservizi.

Le famiglie chiedono chiarezza, tempi certi, un referente. Chiedono che i loro figli non vengano dimenticati nei corridoi della burocrazia. Difendere la continuità terapeutica dei bambini nello spettro autistico significa difendere, in concreto, il diritto alla salute e alla dignità di tutta la comunità.

Salvatore Cocchio

Giornalista pubblicista. Scrive di giornalismo sociale, disabilità e diritti dei bambini fragili.

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