Prof punito per assistere la moglie disabile: il caso Malizia

Francesco malizia
Francesco Malizia

Prof punito per assistere la moglie disabile: il caso Malizia

“Se prendi il permesso ti licenzio”: il caso del prof punito per assistere la moglie disabile

La storia di Francesco Malizia, docente siciliano, è quella di un uomo che esercita un diritto previsto dalla legge e si ritrova a fronteggiare minacce, punizioni e isolamento professionale. La sua denuncia apre un varco su un problema più ampio: il potere dei dirigenti scolastici e la fragilità dei caregiver all’interno del sistema educativo.

La telefonata che cambia tutto

L’11 novembre 2025, dopo aver richiesto un permesso per assistere la moglie invalida al 100%, Malizia riceve una chiamata dalla dirigente scolastica. Secondo il suo racconto, la preside gli avrebbe intimato di non utilizzare quel permesso, arrivando a minacciare il licenziamento e definendolo una “nullità”.

La conversazione avviene mentre, nella stanza accanto, la moglie del docente urla dal dolore. Un contesto che rende la vicenda ancora più drammatica.

La cattedra soppressa e gli spostamenti impossibili

Malizia ottiene la cattedra nel 2018, dopo anni di supplenze lontano da casa. Ma nel 2020-2021 la sua posizione viene improvvisamente soppressa e trasformata in COE, con ore distribuite su tre scuole diverse, tra cui una sezione carceraria.

Per due ore di lezione affronta una trasferta di quattro ore, senza poter portare il cellulare con sé. In caso di emergenza della moglie, nessuno può contattarlo. Nel frattempo, nel suo liceo artistico restano scoperte ore della sua stessa materia, affidate a supplenti precari.

“È stata lei a togliermi la cattedra”

All’inizio il docente pensa a un errore dell’Ufficio scolastico regionale. Ma durante la telefonata dell’11 novembre, la dirigente – secondo la sua testimonianza – avrebbe ammesso di aver richiesto personalmente la soppressione della cattedra, ritenendo “troppi” i permessi utilizzati per assistere la moglie.

Dopo mesi di PEC senza risposta, Malizia presenta ricorso. La prima udienza si tiene il 4 dicembre, ma un errore formale fa slittare tutto al 26 aprile: una data che il docente considera troppo lontana rispetto alla gravità della situazione familiare.

La denuncia del sindacato: “Abuso di potere e controlli mancati”

A seguire il caso è la Gilda degli insegnanti, che parla apertamente di irregolarità. Secondo il sindacato, la dirigente avrebbe chiesto la soppressione della cattedra senza passare dagli organi collegiali e senza la delibera necessaria.

Non sarebbe la prima segnalazione riguardante quella scuola e quella dirigente, anche se mai di questa gravità. Per la Gilda, il caso è la prova dello strapotere dei dirigenti scolastici e del mancato controllo da parte degli uffici competenti.

Caregiver e scuola: un nodo irrisolto

La vicenda di Malizia mette in luce un problema sistemico: cosa accade quando un docente caregiver esercita i propri diritti e si trova di fronte a ostilità, ritorsioni o isolamento?

Il caso interroga la scuola, le istituzioni e gli organi di vigilanza. Perché dietro ogni permesso c’è una famiglia che lotta, e dietro ogni abuso c’è un sistema che non ha funzionato.

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Salvatore Cocchio

Giornalista pubblicista. Scrive di giornalismo sociale, disabilità e diritti dei bambini fragili.

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