Caregiver familiare 2026: cosa cambia con il Ddl su bonus, tutele e lavoro

Caregiver familiare 2026: cosa cambia con il Ddl su bonus, tutele e lavoro

Ddl Caregiver 2026: bonus da 400 euro, requisiti ISEE, smart working prioritario, certificazione competenze e inserimento nel PAI. Ecco tutte le novità per i caregiver familiari.

Il Ddl Caregiver 2026 prova a mettere ordine in un vuoto storico: quello del riconoscimento economico e professionale di chi assiste ogni giorno un familiare non autosufficiente. Con uno stanziamento di 257 milioni di euro, il disegno di legge definisce i parametri per il bonus mensile da 400 euro, stabilizza alcune tutele introdotte dalla Legge di Bilancio e integra la figura del caregiver nel sistema di welfare nazionale, tra smart working prioritario, agevolazioni fiscali e certificazione delle competenze.

Bonus Caregiver 2026 da 400 euro: requisiti ISEE e condizioni

Il cuore della riforma è il contributo mensile da 400 euro erogato dall’INPS ai caregiver familiari conviventi. Non si tratta di un reddito universale, ma di una misura selettiva, legata a requisiti economici e di cura molto stringenti.

Chi può richiedere il bonus da 400 euro

  • Caregiver convivente: assiste un familiare non autosufficiente all’interno dello stesso nucleo.
  • ISEE del nucleo: non superiore a 15.000 euro.
  • Reddito personale del caregiver: entro la soglia dei 3.000 euro annui.
  • Impegno assistenziale: attività continuativa di almeno 91 ore settimanali.

La logica è chiara: il bonus viene riconosciuto solo dove la cura è di fatto un lavoro a tempo pieno, svolto in condizioni di forte fragilità economica. Resta però aperta la questione di chi assiste con intensità simile ma supera di poco le soglie ISEE o di reddito personale.

Piattaforma INPS e collegamento con il SIISL

L’accesso alle nuove tutele passerà da una piattaforma telematica INPS, che dovrà essere operativa entro il 30 settembre 2026. Non sarà solo un portale per inviare domande, ma un’infrastruttura integrata con il SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa).

Grazie all’interoperabilità tra banche dati, il sistema potrà verificare in automatico:

  • Requisiti anagrafici del caregiver e della persona assistita.
  • Residenza e composizione del nucleo familiare.
  • Compatibilità con altre prestazioni e misure di sostegno.

L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione dei fondi regionali e garantire una gestione centralizzata dei flussi di pagamento. Le famiglie potranno inoltre affiancare il bonus alle agevolazioni fiscali per la disabilità 2026 previste dall’Agenzia delle Entrate, costruendo un pacchetto di sostegni più coerente rispetto al passato.

Smart working, part-time e tutele per i lavoratori caregiver

Il Ddl interviene anche sul terreno delicato del lavoro dipendente, dove spesso la cura familiare si scontra con orari rigidi, turni notturni e carichi insostenibili. La riforma introduce un diritto di precedenza per i caregiver nelle graduatorie aziendali per lo smart working.

  • Priorità nello smart working: il caregiver ha un canale preferenziale nelle richieste di lavoro agile.
  • Trasformazione del contratto: possibilità di passare da tempo pieno a part-time per esigenze di cura, con diritto alla conservazione del posto originario.
  • Coordinamento con i permessi: il testo si allinea alle norme sui permessi per malattie invalidanti, che dal 2026 estendono le tutele anche a patologie croniche e oncologiche.

In questo modo, il lavoro di cura smette di essere un “problema privato” da gestire in silenzio e diventa un elemento che il datore di lavoro è tenuto a considerare nella pianificazione di turni e organizzazione interna.

Caregiver come professione: certificazione competenze e crediti formativi

Un passaggio cruciale del Ddl è la valorizzazione professionale dell’attività di cura. Chi assiste un familiare non autosufficiente non viene più visto solo come “braccia in più” in casa, ma come una figura che sviluppa competenze reali, trasferibili nel mondo del lavoro.

Verso la qualifica di OSS

  • Impegno minimo: almeno 30 ore settimanali di attività di cura.
  • Accesso a percorsi di certificazione: possibilità di ottenere il riconoscimento formale delle competenze maturate.
  • Obiettivo finale: conseguire la qualifica di Operatore Socio Sanitario (OSS).

Questo meccanismo apre una prospettiva concreta: trasformare anni di cura non retribuita in un titolo spendibile nel settore socio-sanitario, riducendo il rischio che il caregiver resti intrappolato in una condizione di invisibilità lavorativa.

Studenti universitari caregiver: tasse ed esami

Il Ddl guarda anche a chi si trova a conciliare università e cura familiare. Per gli studenti caregiver sono previste:

  • Esonero dal pagamento delle tasse universitarie in presenza dei requisiti previsti.
  • Riconoscimento di crediti extracurriculari legati all’attività di cura.

L’idea è semplice ma rivoluzionaria: chi sostiene un carico di cura importante non deve essere costretto a rinunciare alla propria formazione specialistica, né a dilatare all’infinito i tempi del percorso accademico.

Il caregiver nel Piano assistenziale individualizzato: da “presenza in casa” a referente istituzionale

Il riconoscimento giuridico del caregiver familiare si completa con la sua inclusione obbligatoria nel Piano assistenziale individualizzato (PAI) della persona assistita.

Questo passaggio ha un impatto concreto:

  • Il caregiver diventa un referente istituzionale nel percorso di cura.
  • Migliora il raccordo con i servizi sociali e sanitari del territorio.
  • Si ottimizza l’uso delle risorse domiciliari, calibrando gli interventi sulle reali necessità del nucleo familiare.

Non è più solo “un familiare che aiuta”, ma un soggetto riconosciuto, ascoltato e coinvolto nelle decisioni che riguardano la persona assistita.

Continuità con la Legge 104 e le altre tutele

Le novità del Ddl Caregiver 2026 non cancellano i diritti già acquisiti, ma si intrecciano con il quadro esistente, a partire dalle agevolazioni previste dalla Legge 104 e dalle misure economiche collegate.

Per comprendere come il nuovo bonus, le tutele sul lavoro e la certificazione delle competenze si combinano con permessi, congedi e benefici fiscali, è utile leggere anche l’analisi dedicata a caregiver e Legge 104 sulle agevolazioni economiche.

In questo intreccio tra vecchie e nuove norme si gioca la vera partita: trasformare il caregiver da figura invisibile a pilastro riconosciuto del sistema di welfare, con diritti chiari, tutele stabili e percorsi di autonomia economica e professionale.

Salvatore Cocchio

Giornalista pubblicista. Scrive di giornalismo sociale, disabilità e diritti dei bambini fragili.

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