Disabilità nella Costituzione: il DDL S.1299 propone una svolta storica
Il DDL S.1299, attualmente in esame al Senato, propone una modifica costituzionale che potrebbe segnare una svolta storica per i diritti delle persone con disabilità.
Due articoli — il 3 e il 38 — verrebbero aggiornati per includere esplicitamente la condizione di disabilità come elemento da tutelare e valorizzare.
Cosa cambia nei testi costituzionali
- Articolo 3: si aggiunge la disabilità tra le condizioni personali e sociali che non devono essere causa di discriminazione.
- Articolo 38: si sostituisce il termine “minorati” con “persone con disabilità”, aggiornando il linguaggio e il riconoscimento giuridico.
Un cambiamento apparentemente formale, ma che incide profondamente sul modo in cui lo Stato riconosce e protegge la dignità sociale di milioni di cittadini.
Un riconoscimento che nasce da un’evoluzione culturale
La proposta si inserisce in un contesto internazionale e nazionale in forte trasformazione.
Dalla ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) alla Strategia europea 2021–2030, fino alla recente Carta di Solfagnano, firmata durante il primo G7 Inclusione e Disabilità, l’Italia ha assunto impegni chiari per promuovere accessibilità, pari opportunità e piena partecipazione.
Il DDL S.1299 raccoglie questa eredità e la porta nel cuore della Costituzione.
Non più assistenza, ma cittadinanza
La disabilità non è più vista come un deficit da curare, ma come una condizione che può essere inclusa e valorizzata.
Il testo del DDL parla esplicitamente di dignità sociale, di abbattimento dei pregiudizi, di rafforzamento della democrazia.
Inserire questi principi nella Costituzione significa affermare che nessuno deve essere lasciato indietro.
E che la tutela della complessità umana è una responsabilità collettiva.
Un traguardo di civiltà
Il DDL è stato presentato da un ampio fronte parlamentare, con firme trasversali che vanno da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle a Italia Viva.
Un segnale politico forte, che riconosce la disabilità come questione nazionale, non settoriale.
Se approvato, il DDL S.1299 rappresenterebbe un passo decisivo verso una Costituzione più inclusiva, capace di riflettere la maturità di una società che sa osservare, trasformare e superare i propri pregiudizi.
