Un compleanno può sembrare un evento ordinario, ma quando diventa occasione di inclusione e partecipazione collettiva, si trasforma in un messaggio potente. È quanto accaduto ad Afragola, nel nuovo McDonald’s lungo la Strada Statale Sannitica, dove Andrea ha festeggiato il suo compleanno insieme alla sua classe, presente al completo.
La scena, apparentemente semplice, ha assunto un significato profondo: nessun bambino escluso, nessuna differenza sottolineata, solo compagni che condividono un momento di gioia. In un tempo in cui la parola “inclusione” rischia di ridursi a slogan, questa festa ha dimostrato che la pratica quotidiana può essere fatta di gesti concreti, di organizzazione attenta e di umanità.
La scena, apparentemente semplice, ha assunto un significato profondo: nessun bambino escluso, nessuna differenza sottolineata, solo compagni che condividono un momento di gioia. In un tempo in cui la parola “inclusione” rischia di ridursi a slogan, questa festa ha dimostrato che la pratica quotidiana può essere fatta di gesti concreti, di organizzazione attenta e di umanità.
Il ruolo del personale e della scuola
Determinante è stato l’atteggiamento del personale del McDonald’s, che ha saputo accogliere con sensibilità e professionalità ogni bambino e ogni famiglia. Ogni membro dello staff ha contribuito a creare un ambiente sereno e accessibile, dove tutti si sono sentiti a proprio agio.
Ma l’inclusione non si è fermata alle mura del locale. Quest’anno anche il corpo docente ha dimostrato una presenza straordinaria: una squadra attenta e sensibile, capace di lavorare in sintonia con i compagni di Andrea e con le famiglie.
Ma l’inclusione non si è fermata alle mura del locale. Quest’anno anche il corpo docente ha dimostrato una presenza straordinaria: una squadra attenta e sensibile, capace di lavorare in sintonia con i compagni di Andrea e con le famiglie.
La voce dell’associazione
Asia Maraucci, presidente dell’associazione La Battaglia di Andrea, ha sottolineato l’importanza di raccontare episodi come questo:
Non parliamo di un evento straordinario, ma proprio per questo è importante raccontarlo. Quando scuola, territorio e comunità educativa camminano nella stessa direzione, anche una festa di compleanno può diventare un segnale concreto di civiltà, rispetto e vera comunità.
Un segnale di civiltà
La festa di Andrea non è stata solo un momento di gioia infantile, ma un esempio di come la comunità possa farsi carico di valori universali: inclusione, rispetto e partecipazione. In un contesto spesso segnato da divisioni e difficoltà, la semplicità di un compleanno diventa così un atto politico e sociale, un piccolo ma significativo passo verso una società più attenta e solidale.
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