Un segnale atteso da tempo, che secondo la Federazione va nella direzione del riconoscimento concreto del principio di sussidiarietà educativa, sancito dalla legge 62/2000, pilastro normativo del sistema nazionale di istruzione.
Più fondi per le scuole paritarie: i numeri della manovra
Tra gli elementi più rilevanti della Legge di Bilancio 2026 spiccano gli stanziamenti aggiuntivi destinati alle scuole paritarie, distribuiti su più capitoli di spesa. In particolare, la manovra prevede:
30 milioni di euro in più per le scuole dell’infanzia, segmento fondamentale per la crescita educativa e sociale dei bambini;
21 milioni di euro destinati all’intero comparto delle scuole paritarie, a sostegno della continuità del servizio educativo;
37 milioni di euro riservati agli alunni con disabilità, per rafforzare i percorsi di inclusione scolastica.
Si tratta di risorse che, secondo la FISM, contribuiscono a garantire la sostenibilità di un sistema che da anni supplisce, in molte aree del Paese, alla carenza di strutture statali, soprattutto nei piccoli comuni e nelle zone interne.
Confermati i fondi per il sistema integrato 0-6 anni
La Legge di Bilancio 2026 conferma inoltre uno degli strumenti più importanti per l’educazione della prima infanzia: il fondo per il sistema integrato 0-6 anni, che resta pari a 288 milioni di euro.
Un finanziamento strategico, che sostiene la continuità educativa tra nidi e scuole dell’infanzia e rafforza la collaborazione tra enti locali, scuole statali e paritarie. Confermato anche il finanziamento per le sezioni primavera, dedicate ai bambini dai 24 ai 36 mesi, considerate un ponte essenziale tra nido e scuola dell’infanzia.
Secondo gli operatori del settore, la stabilità di questi fondi rappresenta un elemento chiave per garantire qualità educativa, inclusione e pari opportunità fin dai primi anni di vita.
Iemmi (FISM): “Finalmente riconosciuto il nostro ruolo”
Soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale della FISM, Luca Iemmi, che ha accolto positivamente le misure inserite nella manovra finanziaria.
Nel venticinquesimo anniversario della legge di parità – ha dichiarato Iemmi – l’incremento dei fondi è un segnale davvero positivo, atteso da troppo tempo. Viene finalmente riconosciuto il ruolo di sussidiarietà delle nostre realtà, spesso attive in territori dove non esistono scuole statali.
Un riferimento chiaro al valore sociale delle scuole paritarie, che operano non come alternativa, ma come parte integrante del sistema nazionale di istruzione, contribuendo in modo determinante alla copertura del servizio educativo.
Un sistema che accoglie mezzo milione di bambini
I numeri forniti dalla FISM raccontano l’impatto concreto di questo settore. Le scuole aderenti alla Federazione sono oltre 9.000 in tutta Italia e accolgono quotidianamente circa 500.000 bambini nella fascia d’età 3-6 anni.
Un impegno reso possibile dal lavoro di oltre 40.000 operatori, tra insegnanti e personale educativo, e dal supporto di migliaia di volontari. Secondo i dati FISM, circa un terzo dei bambini italiani tra i tre e i sei anni frequenta una scuola dell’infanzia paritaria.
Numeri che evidenziano come il settore non rappresenti una realtà marginale, ma una componente strutturale del sistema educativo nazionale.
Disabilità e inclusione: un capitolo centrale
Particolare attenzione è stata riservata, anche nella Legge di Bilancio 2026, alle misure per l’inclusione degli alunni con disabilità. La FISM accoglie con favore sia la stabilizzazione sia l’incremento dei fondi dedicati a questo ambito, considerato prioritario.
Le risorse aggiuntive consentono alle scuole paritarie di potenziare il supporto educativo, migliorare l’assistenza e garantire percorsi scolastici realmente inclusivi, in linea con i principi costituzionali e con le normative nazionali ed europee in materia di diritti delle persone con disabilità.
Confermate le agevolazioni fiscali: esenzione IMU
Tra gli aspetti positivi evidenziati dalla Federazione vi è anche la conferma delle agevolazioni fiscali, in particolare l’esenzione dall’IMU per gli immobili scolastici paritari.
L’esenzione resta valida a condizione che la retta annuale richiesta alle famiglie sia inferiore al costo medio per alunno definito dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un criterio che, secondo la FISM, garantisce equilibrio tra sostenibilità economica delle scuole e tutela del diritto allo studio.
Un segnale politico atteso dal mondo educativo
Nel complesso, la Legge di Bilancio 2026 viene letta dalla FISM come un segnale politico importante, che riconosce il contributo delle scuole paritarie al sistema educativo nazionale e apre la strada a un dialogo più strutturato sul futuro dell’istruzione.
Resta aperta la sfida di garantire risorse stabili e adeguate nel tempo, soprattutto in un contesto segnato dal calo demografico, dall’aumento dei costi di gestione e dalla crescente domanda di inclusione e qualità educativa.
Per il mondo delle scuole paritarie, tuttavia, la manovra 2026 rappresenta un passo avanti concreto, che rafforza il ruolo educativo, sociale e territoriale di un settore che ogni giorno accompagna la crescita di centinaia di migliaia di bambini e famiglie italiane.